...:::Documenti storici:::...

 

Per migliorare una razza, oltre ai cibi succulenti e nutritivi ed alle cure igieniche indispensabili, occorre fissare nei discendenti i caratteri zoologici e tipici della razza stessa, e per fissarli e renderli certi e costanti fa duopo un'accurata selezione nei procreatori "riconoscere", diceva un sommo Agronomo, dall'attenta e continua  osservazione dell'insieme delle forme degli individui quei caratteri la cui eccellenza e purità garantiscano il loro tramandarsi per "generazione". Questi precetti zootecnici, queste norme infallibili  guidarono al certo i solerti ed intelligenti allevatori di quella vera e stimata razza che popola questo nostro Comune, nota sotto il nome di razza bovina della valle di Chiana. E non può essere diversamente, imperocché nel passato secolo la val di Chiana non era altro che un suolo limaccioso e coperto di acque stagnanti; quindi viveva al pascolo quasi errante nelle lande paludose della valle quella razza bovina che oggi forma l'orgoglio dei nostri agricoltori e che in allora si presentava con tutti i caratteri propri di una razza rustica. Infatti piccola di statura, di grossa cute, da ruvido, lungo e nerastro pelo ricoperta, specialmente all'estremità al tronco alla faccia, scorrazzava nelle colmate e negli stagni cibandosi scarsamente di piante grossolane e poco nutrienti. Ma la provvida mano di un governo munificente e previdente che andò compiendo progressivamente il bonificamento della valle, in seguito a che ne avvenne lo sviluppo dell'industria agraria, e di qui la necessità di aumentare il numero di bovini proporzionandolo alle esigenze dell'agricoltura locale. E costruendo belle case coloniche con ampie stalle onde ricoverare, alimentare e custodire gli animali addetti alla rurale industria, si giunse a quello sviluppo ed agricolo che forma oggi la base fondamentale del nostro benessere sociale. E' dunque fuor di dubbio, che il nuovo periodo in cui entra la razza bovina della valle di Chiana comincia dal bonificamento della valle stessa; infatti dal pascolo errante passa alla stabulazione, dai cibi grossolani e poco assimilabili, al buon foraggio verde e secco, ai farinacei, alle biade, ed a infine a tutte quelle cure indispensabili per ottenere possibilmente quella somma di utili che la società esige e reclama. Di fatto non si fece aspettare a lungo la desiderata ricompensa, ed oggi i bovini della Chiana sono ricercati ovunque non solo nella Toscana ma nelle provincie limitrofe, tanto per l'allevamento e riproduzione, quanto per il consumo alimentare umano; l'esportazione insomma è continua e attiva. Questi animali sorprendenti per la loro mole, e di un temperamento soddisfacente, avrebbero tutta l'attitudine per diventare eccellenti macchine industriali, ma ad onta dei loro incontestabili pregi hanno pure dei difetti che si oppongono al conseguimento dei questo fine; e vi si oppongono due circostanze che consistono nel diametro del torace e nell'elevatezza delle gambe. Questa razza bovina bisogna spingerla ad un più alto grado di perfezione, e se noi cercheremo di diminuire la lunghezza degli arti e dilatare il torace, acquisterà forza per il lavoro e maggior attitudine all'ingrasso, essendo questo l'obbiettivo principale dell'allevatore; in quantochè la forza muscolare non è altro che una concessione che si fa all'agricoltura, ma il fine ultimo dell'allevamento è il macello. Per ottenere questo miglioramento, o meglio perfezione, ritengo che, senza ricorrere ad esotici incroci, che li credo dannosissimi, la nostra razza bovina abbia in  sé tutti gli elementi necessari per essere modificata. Quindi se con accuratezza e giudiziosamente sceglieremo i riproduttori e se nell'allevamento preferiremo gli animali più belli, cioè quelli con ampio petto, gambe grosse e non tanto alte, spina dorsale diritta, orizzontale e non inse!lata, noi porteremo la razza a quel grado di perfezione di cui manifestamente è suscettibile... Altra considerazione dobbiamo fare intorno alla nostra razza bovina, ed è questa: che se l'allevatore non sarà guidato da sani precetti zootecnici, noi vedremo di quando in quando, in forza di quella legge naturale detta atavismo o legge di ritorno, riprodursi il tipo remotissimo dell'antica razza... È un fatto; nascono di tanto in tanto vitelli essenzialmente differenti dai genitori, e questi prodotti discordanti vengono chiamati volgarmente mucchetti. Ecco i caratteri principali di questi esseri che sentono potentissima la tendenza di far ritorno al tipo primitivo: mantello, palpebre, orecchio, musello, lingua e coda di colore rosso bruciato, statura piuttosto piccola, sviluppo organico lento... Se noi riflettiamo che la nostra razza Chianina è da soli ottant'anni circa che è stata tolta dall'allevamento semibrado, e che in questo breve periodo di cultura, non può essere giunta alla perfezione, avvertiremo sempre più la necessità di correggere alcuni difetti che tuttora possiede, e spingere questa macchina animale a quel grado di perfezionamento di cui è suscettibile...

Scendendo a parlare di questi animali considerati come forza motrice, dirò che tali animali vengono destinati all'eseguimento delle faccende agricole in genere e segnatamente per il lavoro aratorio del suolo e per il trasporto delle derrate; tale esercizio lo fanno regolarmente e lo disimpegnano dando soddisfacenti risultati dall'età di cinque fino a dieci anni. Sfruttata la loro maggior forza a benefizio dell'agricoltura, si dispongono all'ingrasso per poi destinarli al consumo alimentare umano. [...]

 

Tratto da "Relazione di corredo al censimento generale bestiame del Comune di Cortona del Veterinario Dott. C. Pinelli letta alla Commissione Censuaria nell'Adunanza Aprile 1881".

Tratto da " La Valle dei Giganti " (op.c.) pag.64-65-66

 

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