...:::Tipologie di allevamento:::...

Esistono quattro modalità di allevamento: la stabulazione fissa, detta anche posta fissa o alla catena, dove gli animali vengono tenuti sempre in stalla e sono legati; la stabulazione semifissa, dove gli animali sono tenuti per lo più in stalla non legati, ma in box con dei recinti detti paddock, dove possono muoversi liberamente; l'allevamento brado in cui le bestie vengono lasciate al pascolo per tutto l'anno e semibrado nel quale in inverno stanno in stalla e in estate al pascolo. L'allevamento a posta fissa era quello tradizionalmente utilizzato nelle fattorie granducali della bonifica e nelle stalle poste sotto le case coloniche dei poderi collinari della Valdichiana. Nelle case rurali non di rado c'era una botola che metteva in comunicazione la cucina posta al primo piano con la stalla al piano terra e permetteva di sorvegliare sempre gli animali senza mai uscire. Nei più antichi esempi di stalle il pavimento era in terra battuta a cui veniva aggiunta paglia per la lettiera. Le fonti di luce erano estremamente ridotte, quasi delle feritoie, prive di infissi e d' inverno si provvedeva a chiuderle ermeticamente con paglia e stracci. Queste chiusure proteggevano il bestiame dal freddo, dall'umidità e dai raggi lunari in quanto, si diceva, potevano provocare agli animali gli occhi bianchi e portavano una grandissima tosse. Le stalle erano piccole perché dovevano bastare a pochi animali che venivano tenuti sempre legati, ad eccezione di quelli impiegati nel lavoro dei campi. Le stalle di corredo alle fattorie costruite a seguito della bonifica della Valdichiana erano più grandi, più luminose e con il pavimento in pietra, inclinato verso il centro in modo da raccogliere e portare via l'urina degli animali. Anche qui gli animali venivano allevati alla catena. In tempi più recenti questo tipo di allevamento, praticato in stalle moderne, è stato sempre meno utilizzato, perché troppo costoso, in quanto richiede un continuo accudimento degli animali da parte dell'allevatore. Inoltre le vacche, stando sempre ferme, un'efficienza riproduttiva bassa e, se l'allevatore non tiene ben pulita la stalla e non cambia spesso la paglia, possono esserci problemi di salute per i vitelli e per le vacche. Oggi i bovini di razza Chianina vengono allevati preferibilmente in stalle a stabulazione semifissa o, meglio ancora, allo stato semibrado. Si è cominciato ad allevare la Chianina al pascolo agli inizi degli anni ’60 e, dopo un periodo iniziale di crisi, questi animali hanno dimostrato di adattarsi bene con risultati economici e zootecnici estremamente positivi. Infatti i costi dell'allevamento sono molto più bassi e gli animali fanno una vita sana perché stanno all'aria aperta e si muovono liberamente. Gli animali si presentano energici e con la muscolatura asciutta; pascolano l'erba dei prati, le foglie dei rami dei boschi e della macchia. Così le malattie sono quasi scomparse e la frequenza delle nascite è aumentata e le vacche producono più latte e possono svezzare il vitello nel modo migliore. Negli ultimi tre mesi prima di essere portati al macello, i vitelloni vengono tenuti in stalla e vengono alimentati giornalmente con 10 kg di fieno a cui si aggiunge 1 kg di mangime per ogni quintale di peso vivo. Questa pratica, detta finissaggio, permette di ingrassare nel modo giusto l'animale e di ottenere una carne di qualità migliore.

 

 Tratto da " La Valle dei Giganti " (op.c.) 

 

 

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