...:::La bonifica:::...

 

La Val di Chiana è lunga un centinaio di chilometri, fra Arezzo e la Valle del Paglia, delimitata ai lati da rilievi collinari e montuosi. Fin dalla preistoria la valle era un alveo naturale che riceveva acque dal Casentino e da alcuni torrenti tra cui il Foenna, la Mucchia, il Vingone. L'Esse di Cortona il Salarco il Salcheto e tanti altri... Nel IX secolo a.C. gli Etruschi si interessarono al regime idraulico vallivo, effettuando il "taglio" della Goletta di Chiani e di Monte Sopra Rondine. In questo modo fonti storiche narrano che fu invertito il corso dell'Arno verso l'attuale Valdarno. A sud di Chiusi scavarono un fosso che avrebbe mandato le acque del canale "Clanis" nel Paglia: in questo modo la terra sarebbe rimasta coltivabile. In seguito i Romani perfezionarono i lavori, preoccupati dalle possibili inondazioni su Roma. Durante l'epoca romana la palude si era ridotta solo al centro della valle; con il crollo dell'Impero i lavori si arrestarono e la valle, a poco a poco, tornò ad essere una palude. Le acque che provenivano da  Arezzo, con una pendenza limitata, ricevevano i detriti che determinarono l'impaludamento della zona (XIII sec.).

In seguito all'abbandono della via Cassia, la valle apparve desolata e malsana, ma era anche una discreta risorsa economica per gli abitanti del posto che vi pescavano. Dal IX secolo i governanti aretini e fiorentini decisero di costruire un canale "maestro" a nord, allo scopo di liberare il terreno dalle acque malsane e renderlo coltivabile. Isolati tentativi di bonifica sulla Chiana furono effettuati nei secoli X e XIII dai monaci, che furono definiti "monaci delle valli e delle paludi". Ma le lotte tra Guelfi e Ghibellini, con i saccheggi che ne seguirono, distrussero quel paziente lavoro. Le colline del Chiuso (Cortona, Valiano, Foiano) erano munite di castelli e porti per l'approdo di barche. In molti paesi della Valdichiana (Farneta, Cignano, Fasciano, Bettole, Creti, Foiano e Cesa) è rimasta la denominazione de "Il Porto". […]

Inoltre nessuno poteva vendere pesci al di fuori della città di Montepulciano. In quel periodo (1151) furono costruiti la chiusa dei Monaci a nord-ovest di Arezzo, un ponte a Valiano (1228), una convenzione per la navigazione tra Foiano e Castiglione (oggi Castiglion Fiorentino) (1338) ed iniziati i lavori dello Stato senese per la confluenza della Foenna nella Chiana (1333). Nel 1338 il governo aretino ordinò di avviare un tentativo di bonifica tra Pieve al Toppo e Ponte alla Nave, facendo defluire nell'Arno le acque stagnanti con un Fossatum Novum, cioè un fosso di 4 miglia (6 Km circa) e l'abbassamento di 6 m della Chiusa dei Monaci. I cittadini della Chiana, che vivevano di pesca, si opponevano alla bonifica perché quest'ultima avrebbe danneggiato le loro attività. Vincenzo Vagnotti per ordine di Cosimo dei Medici il Grande bonificò nel 1549 le paludi nelle vicinanze di Creti. Dalla cartina del Ricasoli, realizzata nel 1551, possiamo vedere che i seguenti paesi (Pieve al Toppo, Foiano della Chiana, Torrita di Siena, Montepulciano e Chiusi) erano coperti da acque stagnanti e quindi improduttivi. Cosimo I, quando divenne Granduca di Toscana, ordinò all'ingegner Ricasoli che il canale Maestro della Chiana proseguisse fino ai porti di Cortona (vicino Foiano), facendo così arretrare lo spartiacque a circa metà della valle. Con Ferdinando I dei Medici iniziarono i lavori di bonifica:

a) Nel 1591 le acque della Chiana, a partire da Foiano, si versavano nell'Arno, mentre defluivano nel Tevere quelle a sud di Valiano. Le acque della Chiana, che andavano verso l'Arno, partivano più a sud, dal lago di Montepulciano (1599).

b) Col passare del tempo, lo spartiacque ebbe uno spostamento verso sud. Su questo terreno bonificato furono costruite le prime grandi fattorie della valle e le vie di comunicazione interne.

Nello stesso periodo fu invertito il corso dei torrenti Esse e Foenna: furono convogliati non più direttamente nel canale Maestro della Chiana, ma in canali affluenti, le cui acque defluivano verso nord.

Nel 1600 lo Stato Pontificio raggiunse un accordo con il Granduca per la costruzione di un argine di sbarramento sul torrente Astrone.

In una carta del 1640 del disegnatore francese Sanson, la Valdichiana è ancora rappresentata come una lunga regione paludosa che si estende da Arezzo fino ad oltre Chiusi e la cui bonifica appare come quasi irrealizzabile. Nel 1653 inizia l'opera di allungamento del canale Maestro della Chiana e nel 1664 si ha la firma di un importante concordato tra il Governo Granducale e la Corte Pontificia. Sotto la direzione dell'ingegner Giuliano Ciaccheri, a partire dal 1691, fu disposta la colmata del torrente Parce, nelle vicinanze del Passo delle Querce, deviato il torrente Astrone, approfondito l'alveo del torrente Foenna e furono effettuate altre colmate ai Paglieti, nella piana di Torrita e nel cortonese.

Nel 1718, in un convegno a Città della Pieve, si era definito ufficialmente presso Chiusi lo spartiacque tra la Chiana tributaria del Tevere e quella dell'Arno. Nel 1723, a sud di Valiano, fu innalzato un callone di scolo e, un'altra diga, detta "Callone di Campo alla Volta", fu costruita a sud di Chiusi nel 1741. La bonifica sarà portata a termine dai granduca Pietro Leopoldo I di Lorena, Ferdinando III e Leopoldo II, tra la metà del 1700 e la prima metà del 1800. Nella metà del 1700 la Chiana era descritta come prosciugata dalla Chiusa dei Monaci al Callone di Valiano con numerose colmate e qualche tratto acquitrinoso. Nel 1742 restava da bonificare il lago di Montepulciano e di Chiusi. La bonifica portò all'aumento della popolazione e alla costruzione di nuove case e alla nuova fertilità dei terreni si unirono altri criteri di coltivazione.

Con Pietro Leopoldo si inserì l'intervento di bonifica nel programma politico: non solo fu curato l'aspetto idraulico, ma si costruirono anche nuove case per gli abitanti. Leopoldo incaricò l'abate Leonardo Ximenes di studiare un nuovo sistema idraulico. Lo studioso arrivò alla conclusione di abbassare la Chiusa dei Monaci convinto che l'intervento non avrebbe arrecato alcun danno all'Arno e quindi a Firenze. Il matematico Tommaso Perelli si oppose al progetto e propose di scavare una serie di canali per consentire un deflusso rapido delle acque del callone di Valiano. Leopoldo stesso si recò in Valdichiana a verificare di persona, accettando il progetto del Perelli. Inoltre decise di stipulare un concordato con Papa Pio VI, regimando le acque di confine con la costruzione di un argine artificiale sulle colline di Chiusi, a separazione della Chiana Romana da quella Toscana. Nel 1788 Vittorio Fossombroni fu nominato unico sovrintendente ai lavori idraulici della Valle. Il Fossombroni si oppose a qualsiasi abbassamento della Chiusa dei Monaci e perseguì dall'inizio alla fine del suo incarico l'innalzamento della parte meridionale della Valle con il metodo di bonifica per colmata, con lo scopo di dare una pendenza uniforme da sud a nord a tutta la regione. Sotto il Fossombroni furono concordate le bonifiche con lo Stato Pontificio a sud di Montepulciano e Chiusi. Nel 1827 lo stesso Leopoldo II visitò la Valdichiana insieme al Fossombroni. Nel 1838 l'ingegner Manetti abbandonò in parte la linea di bonifica tradizionale per colmate del Fossombroni ricorrendo alla pratica dell'essiccazione per prosciugare le due paludi di Chiusi e Montepulciano. La bonifica per essiccazione consisteva nell'approfondire l’alveo del Canale della Chiana in modo che potesse ricevere le acque di tutti gli affluenti e farle defluire verso l'Arno. Successivamente, sotto la direzione dell'ing. Carlo Possenti, fu definitivamente sbassata la cresta della Chiusa dei Monaci portandola al livello del canale. In questo modo venne a cessare la sua funzione di sbarramento e le acque defluirono liberamente senza ostacoli, come ancora oggi avviene. Si concluse così, dopo cinque secoli, la bonifica della Valdichiana, anche se gli interventi idraulici per mantenere e regolare i torrenti e i canali della nostra Valle continuarono nel periodo fascista e fino ai nostri giorni.

 

Tratto da: "La Valle dei Giganti" dal Mammut alla Chianina di Scuola Media Berrettini-Pancrazi Cortona (Ar)

 

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