...:::La struttura delle case Leopoldine:::...

La prima regola da rispettare nel costruire una casa rurale era che questa fosse comoda  per le faccende del podere, avesse un’aria salubre per la salute dei coloni, che fosse esposta a tramontana e non ricevesse cattive esalazioni portate dai venti meridionali passanti per paludi o valli che avrebbero arrecato stanchezza e malore agli abitanti. In secondo luogo bisognava guardare che l’acqua fosse vicina ed abbondante. Questa di solito si procurava con i pozzi o con cisterne di raccolta. Altrettanto importante era cercare la stabilità degli edifici sostenuti da buone fondamenta ed efficienti collegamenti dei muri con volte, palchi e tetti. Per le fondazioni era importante trovare un appoggio solido e quando, con fortuna venivano trovati strati sassosi compatti in superficie, si aveva un buon risparmio e l’edificio era senz’altro sicuro. Per le oasi di pianura il problema diventava più difficile in quanto, di solito, si trovavano terreni sciolti; in questo caso conveniva scavare fino a trovare uno strato di terra vergine e rinforzare le fondazioni con delle palizzate. Queste operazioni erano sicuramente più dispendiose di quelle eseguite in collina, ma era bene non economizzare nella prima fase della costruzione. Per conoscere la natura del suolo dove conveniva costruire la casa, un ottimo suggerimento era quello di scavare molto profondamente una specie di pozzo da cui osservare i vari strati che componevano il terreno, guardando pure i vari elementi di questo per utilizzarli in seguito nella costruzione della casa. Lo spessore delle fondazioni doveva  essere il doppio di quello in elevazione e costituito da calcina e ghiaia di fiume. La muratura di solito era eseguita con mattoni, masselli o pietre. Questa operazione doveva avvenire intersecando i vari componenti affinché la struttura fosse collegata e nello stesso tempo venisse robusta e stabile. Lo spessore di questi muri non doveva essere minore della misura di un braccio fiorentino in modo da costituire una difesa dal freddo e dal caldo per tenere sana l’abitazione. Le pareti divisorie si potevano fare meno larghe a seconda dei bisogni della grandezza delle stanze. Se le pareti esterne non venivano bene e si presentavano  esteticamente brutte, conveniva intonacarle sia dentro che fuori aggiungendo a questo il vantaggio di essere sane e durevoli nel tempo. Altri fattori che contribuivano alla stabilità dei casamenti erano i palchi e i tetti. Questi ultimi erano molto importanti infatti, se il tetto era fatto male, in poco tempo tutto il fabbricato ne avrebbe risentito; per questo bisognava stare molto attenti nella scelta dei legnami per travature. I tetti dovevano avere una giusta pendenza  per salvaguardare le mura portanti dall’acqua e la copertura di solito era eseguita con coppi o con ombrioni piani.

 

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