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La
prima regola da rispettare nel costruire una casa rurale era che questa fosse comoda
per le faccende del podere, avesse un’aria salubre per la salute dei
coloni, che fosse esposta a tramontana e non ricevesse cattive esalazioni portate dai
venti meridionali passanti per paludi o valli che avrebbero arrecato stanchezza e
malore agli abitanti. In
secondo luogo bisognava guardare che l’acqua fosse vicina ed abbondante. Questa di
solito si procurava con i pozzi o con cisterne di raccolta. Altrettanto
importante era cercare la stabilità degli edifici sostenuti da buone fondamenta
ed efficienti collegamenti dei muri
con volte, palchi e tetti. Per
le fondazioni era importante trovare un appoggio solido e quando, con fortuna
venivano trovati strati sassosi compatti in superficie, si aveva un buon risparmio e
l’edificio era senz’altro sicuro. Per le oasi di pianura il problema diventava più
difficile in quanto, di solito, si trovavano terreni sciolti; in questo caso
conveniva scavare fino a trovare uno strato di terra vergine e rinforzare le
fondazioni con delle palizzate. Queste operazioni erano sicuramente più
dispendiose di quelle eseguite in collina, ma era bene non economizzare nella
prima fase della costruzione. Per conoscere la natura del suolo dove conveniva
costruire la casa, un ottimo suggerimento era quello di scavare molto
profondamente una specie di pozzo da cui osservare i vari strati che componevano
il terreno, guardando pure i vari elementi di questo per utilizzarli in seguito
nella costruzione della casa. Lo spessore delle fondazioni doveva essere il doppio
di quello in elevazione e costituito da calcina e ghiaia di fiume. La
muratura di solito era eseguita con mattoni, masselli o pietre. Questa
operazione doveva avvenire intersecando i vari componenti affinché la struttura
fosse collegata e nello stesso tempo venisse robusta e stabile. |
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