...:::Vecchie case:::...

La casa colonica della Val di Chiana, con il tempo, ha subito diverse variazioni. Sappiamo con certezza che la zona era abitata già nel 1200 e che le abitazioni di quel tempo erano di terra battuta  in alcune località più povere, come quella di Selvapiana; erano in pietra quelle collinari, mentre le altre, in tutta la valle, erano in mattoni. Di certo sappiamo che le antiche case erano costruite  con  criterio: mai infatti le abitazioni coloniche erano esposte ai venti. Se ci restano esemplari di abitazioni in mattoni e in pietra, le vecchie case di terra a noi non sono arrivate, o restano solo quelle più recenti.

 

CASE DI TERRA BATTUTA E CASE A CAPANNA

 

Erano generalmente costruite vicino alla Chiana o accanto ai poderi; se gli abitanti erano pescatori, venivano addirittura costruite accanto ai laghi. Il materiale per la costruzione era la "tifa" (erba) che veniva chiamata "candelone". Con questa "tifa" facevano dei fasci che poi legavano stretti con dei vinchi, ne mettevano quindi una seconda fila sopra la prima e così via fino a completare la parete. Adattavano intorno delle ossature di legno e ricoprivano il tutto di terra. Il pavimento era fatto di tavoloni di legno che spesso, non ben stagionato, si incurvava. Molte volte queste case, che non avevano progetto, venivano costruite anche con la sola terra e, se questa era molto dura, non venivano nemmeno fatte le fondamenta. Il muro era  completamente di terra, sostenuto da cavicchi di legno infilati in terra e chiamati pioli. Alcuni giorni dopo che erano state costruite le mura veniva costruito il tetto con terracotta e candelone. Molti contadini intonacavano le mura solo di dentro o di fuori  per  impedire l'annidamento delle vespe. Un altro materiale che veniva usato, soprattutto per le travi e le cappe del camino, era il gesso; raramente usata la calce perché scarsa in quei luoghi. Queste abitazioni avevano il tetto a capanna e non subivano ampliamenti. Le case a capanna di cui restano vari esemplari nella zona di Selvapiana, S. Lorenzo,  della Fratta, venivano costruite spesso anche con mattoni e non con la pietra, che mancava. I mattoni erano di moltissime dimensioni e varie erano le fornaci in quei luoghi. Questo materiale veniva usato anche per i pavimenti, ma aveva l'inconveniente di creare polvere. Le contadine cercavano di rimediare usando olio cotto, cera o la pece greca bollita, che non alterava il colore del mattone.

 LA CASA A TORRE

 

[…] I piccoli borghi rurali, vicini alle strade di comunicazioni più importanti, divengono luoghi agguerriti, pieni di punti di difesa. Il territorio  della Toscana, e in particolare della Val di Chiana, pullula di torri, ruderi di castelli, ville signorili, conventi, mura diroccate: quasi dovunque sono stati presi come supporto di case rurali; se questi resti di civiltà medievale non sono andati perduti, lo dobbiamo proprio al fatto che sono stati riutilizzati come resistenza contadina. Tipico esempio è la casa a torre, sviluppatasi  in senso verticale. Il materiale usato era la pietra che veniva presa dai castelli diroccati. La parte terminale della torre veniva chiamata "colombaia". Quando la famiglia del contadino aumentava perché l'agricoltura aveva esigenze maggiori, l'edificio si ampliava in senso orizzontale, anche perché era difficile riproporre il tema della torre. […]

 

Tratto da "Dalla bonifica ai giorni nostri" Scuola Media Statale "P. Berrettini" Camucia

 

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