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La nostra mascotte non poteva che darvi un simpatico benvenuto in dialetto chianino. In realtà si tratta di un nostro, improvvisato riadattamento di un famoso e divertente episodio che abbiamo letto nel libro di Don Sante Felici e che vede protagonisti due cacciatori aretini che scambiarono un rospo per un uccello. Lo misero in gabbia, gli dettero da mangiare delle meròlle de pène e così ingenuamente lo apostrofarono:
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